sabato 21 novembre 2015

Restituzioni

Non è strano come certe volte tornino alla mente dei ricordi che quasi pensavi persi per sempre? Ma di quelli insignificanti, non parlo di chissà cosa. Anzi, a voler essere precisi, parlo più della sensazione che si è provata in quei momenti.
Ecco, oggi, dopo pranzo, avevo un forte mal di testa, ero stesa sul divano e stavo ascoltando della musica e proprio quella musica mi ha fatto tornare alla mente una sera di 5 anni fa, a Parigi. L'atmosfera dell'album mi ha come presa con prepotenza e riportata indietro a quella sera.

A Parigi ero stata a fine Novembre, faceva moltissimo freddo, infatti una sera, mentre visitavo il Louvre, aveva iniziato a nevicare. Uscire dal tepore delle stanze di quell'immenso museo e ritrovarsi in Place du Carrousel ricoperta da un sottile manto di neve, il buio ed i lampioni che con la loro luce arancio illuminavano le facciate neoclassiche dei palazzi e vedere quei fiocchi piccoli e fitti cadere velocemente è un'immagine che conserverò a vita dentro di me come fra le più belle che abbia mai visto (assieme alla passeggiata, sempre in notturna, lungo il viale che da Bukingham Palace porta a Trafalgar Square e fiancheggia il ST James's Park). 




Così mentre ascoltavo quelle canzoni, ad un certo punto mi sono ritrovata a quel tardo pomeriggio in cui stavo uscendo dal Musée d'Orsay, mi pareva quasi d'esser lì. Non che le immagini fossero nitide, erano per lo più impressioni, ricordavo vagamente la scala d'accesso da Rue de Lille, la risistemazione dello spazio esterno di un'austera modernità che un poco cozzava con lo stile eclettico dell'edificio; i colori dell'imbrunire: il cielo di quel grigio da cui filtra una flebile luce che da miope mi affatica la messa a fuoco. 


I momenti poco prima, mentre passeggiavo fra le bacheche del primo piano che contengono gingillerie (quelle cose delle "arti applicate" ad everything: vasi, candelabri, portagioie, specchi, posate...), la passerella con alle spalle le porte vetrate che lasciavano intravedere la sala del ristorante, ricordo d'aver desiderato di poter cenare lì.
I momenti poi, mentre stavamo per tornare all'appartamento di Lidia e faceva un freddo cane, così a metà strada ci fermammo in un bar a fare merenda con un caffè ed una éclair solo per scaldarci. 

Ha dell'assurdo come certe cose le riviviamo con un piacere maggiore a distanza di molto tempo, spesso ci appaiono persino migliori rispetto al momento stesso in cui le abbiamo vissute. Forse è per questo tendo a dimenticare le cose brutte, forse è per questo che non riesco a portare rancore. 

E come canta Guccini, il profumo del ricordo che cambia in meglio.


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