venerdì 26 giugno 2015

La bellezza di Padova

Non sarà Milano, Londra, nè Parigi, nè tanto meno New York, ma a me Padova piace un sacco.
Mi piace perchè è bella in senso canonico, dal punto di vista architettonico, con i suoi portici e le viette medievali, i palazzi storici (che non starò qui ad elencare), le numerose piazze, gli scorci lungo il Piovego, le sue chiese...
E' bella perchè è viva, brulicante di persone di ogni età, che passeggiano per le vie del centro, studenti che sfrecciano in bicicletta, persone sedute ai tavolini dei bar per uno spritz o stesi in Prato a prendere il sole. E' bella perchè è fatta di piccoli riti: i mercoledì universitari e gli spritz lungo le vie del Ghetto, i tramezzini al Nazionale, la pizza di Orsucci, il folparo accanto al baretto dei osei, i dopocena in Piazza dei Signori.




La amo perchè ogni suo angolo è talmente suggestivo da prestarsi come "scenografia naturale" per farci qualcosa e spesso gruppi di ragazzi qualcosa decidono di farla ed ecco che quegli spazi altrimenti abbandonati vengono invece fruiti con festival, soprattutto di carattere musicale, ma non solo, c'è anche il teatro e cinema. E proprio il "festival" del cinema all'aperto mi ha spinta a scrivere questo post, non perchè le altre manifestazioni siano meno valide (anzi!), ma perchè mi ha colpita quante cose in questi giorni Padova ci offra.

Allora andando per ordine in questi giorni abbiamo:
-CinemaUno 24/06 - 3/07, 
cinema all'aperto ai giardini della Rotonda di p.zza Mazzini,


location carina e tranquilla all'interno di un piccolo "giardino pensile", situazione perfetta anche solo per un aperitivo, dal momento che all'ingresso c'è il chiosco del Buscaglione con i suoi sdrai da mare molto "Profumo di sale".
-il festival delle mura 21/06 - 28/06, 
in uno dei posti più suggestivi di Padova, all'interno del bastione Alicorno.



- Parco della Musica 17/06 - 19/10,
la cornice del recentissimo Parco Europa in via Venezia si trasforma per l'estate in Parco della Musica, fitto il calendario di concerti, eventi e dj set. Il marchio di fabbrica è quello dell'organizzazione del Mame e del Radar, ambienti dell'underground patavino fra i più conosciuti ed apprezzati in città (e non solo).
 



-Student Summer Festival (purtroppo già passato, è a fine Maggio),
ancora una volta le mura sono protagoniste e fanno da cornice ad un posto meraviglioso, la Golena San Massimo. Tanta musica, ma non solo: rassegne cinematografiche e percorsi in battello alla scoperta della città. 



 To be continued...
(ho ancora tante, tante cose da mostrare. E tutte favolose!)

mercoledì 1 aprile 2015

Di quando la soggezione (nel lavoro)

Lo scorso sabato sono entrati una coppia di clienti dall'aria molto distinta: lui, uomo di poche parole, che in quel poco pronunciarsi aveva però un'ottima consapevolezza di ciò che diceva e voleva. Aveva quel tipo di sicurezza e calma che mi ha messa non poco in soggezione. Sembrava il classico professore di lettere del liceo, quello dalla dizione perfetta che non ama dilungarsi in cose inutili.





E quando trovo gente del genere irrimediabilmente provo una sorta di inferiorità (che non è proprio il termine corretto, ha una valenza talmente negativa e in realtà non è ciò che vorrei esprimere) e piccolo disagio che mi fa temere di non coniugare correttamente congiuntivi e mille altre paranoie sull'essere inadeguata, dire banalità, dimenticare termini... sentendomi costantemente come sotto esame.
Fortunatamente sono poche le persone che mi suscitano una soggezione simile o non riuscirei più a vendere uno spillo qui dentro.

Ecco, immaginatevi la scena di me che avrei dovuto progettare in pochi minuti una cabina armadio maneggiando un listino mai preso in mano prima. Mi porgono la pianta ed era fuori scala. Il pressapochismo e la poco professionalità che devo aver trasmesso.
Ho fatto qualche scarabocchio chiedendo a loro (quando invece dovrei essere io a proporre, vista la maggiore esperienza) come volessero attrezzarla, dove mettere ripiani e cassettiere e appenderie.




Quando sono usciti ho tirato un sospiro di sollievo, finalmente lo supplizio di ridicolizzarmi era finito e dicendo fra me "sti qua non li rivedo più. altrochè misure via mail, preventivi &co. ZAONE. Ben mi sta, sono proprio una scema incompetente"

Invece oggi mi arriva la loro mail con il disegno della stanza per la cabina armadio con le misure corrette. O l'ho fatta più tragica e l'impressione di fare la figura della scema l'ho avuta solo io...
O no, quasi sicuramente hanno provato tanta pena per quell'adorabile rincoglionita che dovrebbe pure essere architetto, ma che un disegno di un armadio a muro non lo sa proprio fare.



martedì 10 marzo 2015

(I miei) MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA'

Ormai CHIUNQUE mi conosca,
sa che uno dei libri che più amo in assoluto è Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo.
Libro che se dovessi definire utilizzando una sola parola sarebbe l'aggettivo delizioso.

Dopo averlo letto mi è istintivo riconoscere quei piccoli momenti di felicità che troviamo, spesso inconsapevolmente, nelle piccole cose. Anche quando magari quelle importanti sembrano andare tutte storte e di fondo ci si sente giù.
Con le giornate che si allungano (MDTF#1 arrivare a sera e vedere che l'imbrunire arriva ogni giorno un po' più tardi) questi momenti sembrano moltiplicarsi. 







[source]

ecco che prima (
MDTF#2), dopo pranzo, mettermi a pelare l'asparago, con la luce che entrava dalla finestra della cucina, mi ha subito portata alla condizione che "wow! sta arrivando la primavera" ed eccolo lì, il mio piccolo piacere trascurabile. Ma pur sempre di piacere si è trattato.




















[source]


Sarò banale e monotona, ma la stessa cosa l'ho avvertita qualche sera fa, quando sentendo le macchine scivolare sull'asfalto, quel rumore l'ho subito associato alle finestre aperte nelle sere d'estate ed è stato un momento un sacco godibile (MDTF#3).











[source]

Post breve, che svilupperò poco alla volta, man mano che questi momenti mi si presenteranno (spero di ricordarli lucidamente. Non è poi così facile riconoscerli e appuntarli nella memoria).


giovedì 13 novembre 2014

Tenerezza

L'altro giorno mi sono ritrovata a guardare delle vecchie fotografie.Non parlo di quelle foto che trovi custodite in vecchie scatole di latta.


Certo ho molto amato anche quelle foto lì. Le amo ancora oggi. Vecchie fotografie che le nonne tenevano in ordine in scatole rigide nelle quali avevo trovato delle immagini di mio padre prima da adolescente con una chitarra in mano, poi con la tuta militare e quel basco viola che lo palesava soldato del Genio guastatore.




Adesso non ho quasi più fotografie stampate su carta e credo che le ultime siano state sviluppate per un paio di esami all'università, quello di storia della fotografia e quello di rilievo ed infatti ritratti ci sono la tomba Brion di Scarpa e una vecchia costruzione abbandonata in mattoni poco distante da casa.






Da qualche anno tutta i miei ricordi sono "salvati" nelle pagine dei social, facebook, instagram...
Non ho nemmeno più cartelle dentro al pc, perchè le foto ormai le si scatta direttamente con il cellulare e siccome c'è bisogno di "far spazio nella memoria tutta intasata" va a finire che le cancello anche da lì. Perchè tanto le ho già caricate in internet.
L'ordine me lo fa Zuckerberg, con gli album, ci scelgo Titolo, descrizione e copertina, cosa potrei desiderare di più? Certo, un Lucano.
E se Facebook per qualche errore mi crashasse il profilo? IL PANICO. Può succedere. Ad una mia amica è successo. O magari se una mattina alzandomi decidessi di chiudere i vari account. O fbook finisse nell'oblio come è successo per messanger. 

Piuttosto scema e superficiale la cosa, ma mi spiacerebbe terribilmente non trovare più quella foto di quando in vacanza a Porto Sant'Elpidio non riuscivo a ricordare il nome dei bouganville e li associavao al bungabunga e una foto di Ale mi ci ritrae sommersa.
Una marea di ricordi che non esisterebbero più (magari le mie foto da qualche parte potrei anche averle salavate, ma coi tag come la mettiamo?).
Ammetto pure che mi piace terribilmente riguardare quelle foto, ricordare posti e persone, atmosfere, odori e sapori. Il più delle volte mi ci scappa pure un sorriso.

Così, qualche giorno fa, ho riaperto uno dei primi album che avevo caricato in facebook, era un mio compleanno di ben 5 anni fa, c'erano tutti i miei amici, anche quelli che (ah, questa stronza della vita!) non vedo più e c'era Giovanni.
Ecco, riguardando io e lui assieme mi è assalita tanta, tantissima tenerezza.










martedì 24 dicembre 2013

Tutta colpa di Walt Disney

Sarà stata forse colpa delle favole che ci raccontava la mamma quando eravamo piccole.
E, anche se la mia di favole non me ne ha mai raccontate, a colmare quelle lacune ci pensavano i Vhs della Walt Disney. Ne avevo a palate di videocassette, pochissime quelle originali. Fra le mie preferite c'erano indiscutibilmente "La Sirenetta" e "La bella addormentata nel bosco". Avevo una vera e propria fissa con le sirene: le disegnavo di continuo, avevo bambole e Barbie e mi ero persino fatta l'abbonamento alla rivista de La Sirenetta. Lo confesso e non me ne vergogno, infondo... tutti abbiamo un passato (ah, mi piacevano moltissimo pure i Little Pony... che fighi!).






[Meglio che mi trattenga che ho la tentazione a infilarci dentro quarantamila immagini di Ariel&co]

Quindi la colpa è solo di Walt Disney se la nostra è una fervida IMMAGINAZIONE e siamo portate a fantasticare e a farci (questa odierna piaga sociale de)i famosi "film in testa".

La cosa divertente è quando il tuo film preferito, quello che incarna ogni più piccolo dettaglio della tua storia d'amore perfetta, una sera di Dicembre, lo incontri in un locale a Padova.
[E, per chi se lo stesse chiedendo, no, il locale a Padova non era un acquario e no, non ho conosciuto un Sirenetto. Il locale non è nemmeno il FishMarket, per quanto divertente e appropriato sarebbe stato, vista questa mia mania. Sì, a Padova esiste un locale che si chiama FishMarket ed è anche molto carino].


...IL FILM...

Crescendo, la fissa è passata dalle Sirenette ai flosofi (non chiedetemi quale sia stato il gap). 
Fin dalle medie nutrivo una profonda curiosità nei confronti della filosofia, mi piaceva come parola forse, ed ero trepidante al pensiero che il 3° anno di Liceo, avrei finalmente potuto studiarla.
Perciò nel Mulino che vorrei, non ce sta Banderas, ce sta più un Nietzsche, ovviamente più carino. Lui con sta faccia qui mi mette un pochetto in soggezione. No, anzi, mi fa vera e propria paura.




Sarà stata anche colpa di Guccini e del fascino di passare "quelle sere d' estate sapevan di vino e di scienza" e delle atmosfere alla Via Paolo Fabbri 43.

Location:
Venezia. Forse questa una reminiscenza di "In fondo al mar". Non lo so, ma io amo profondamente questa città e non importa se è banale, ma non vado a scrivere che amo Busto Arsizio solo perchè è meno Mainstream. E poi a Busto Arsizio non ci sono mai stata.
Nei miei film c'è una barca che prende il largo verso la laguna, io stesa a prendere il sole e lui a leggere ad alta voce qualche brano di Kant, di cui, naturalmente, capirei poco o niente.
Nei miei film c'è una camera al terzo/quarto piano di una vecchia palazzina gotica, c'è una finestra aperta dalla quale entra forte la luce del sole, dove un poco di vento muove le tende bianche e leggere. Dove si sentono le campane suonare in lontananza e noi lì stesi a letto. Col gatto. Anzi con la mia Giulia.



Poi scopri che lui esiste e che lui è anche molto, ma molto carino. Anzi, un figo da paura. Che lui ha studiato filosofia e che ora fa l'insegnante per bambini con problemi. Che lui è un Veneziano doc e che possiede anche la barca. Che lui è il direttore artistico di un locale underground e ha una conoscenza musicale sconfinata. Che lui indossa le Clark. Che anche lui ha una gatta. 
Che lui è troppo. Perfetto. Per me. Cazzo.










venerdì 15 novembre 2013

Baci

[info pre lettura: userò nomi del tutto inventati, perchè dal momento che le vie del web sono infinite, non vorrei che qualcuno dei sotto citati ex legga e magari si offenda. E sì, i nomi che mi sono venuti in mente sono del tutto assurdi]

Il primo bacio in genere non si scorda mai, mai, mai, mai.
E per me sta cosa è vera, io il primo bacio me lo ricordo anche piuttosto bene, come tendo a ricordare il primo bacio che ho dato a tutti quei ragazzi che sono venuti dopo. Attenzione alla parola tendo.





Tendo, perchè se mi concentro un po' allora metto a fuoco quella volta che ho baciato lui e lui e lui e lui... e forse li ricordo, perchè non sono poi così tanti i ragazzi che ho baciato.
Tendo perchè ci sono dei primi baci che si ricordano meglio di altri, perchè quel bacio magari lo si era desiderato tanto o al contrario è stato totalmente inaspettato. Perchè è stato molto bello, perchè è stato molto brutto. Perchè ha fatto scattare quella cosa che non si credeva ci potesse essere e invece, puf! una rivelazione.

Tendo perchè alcuni di quei baci li vorrei dimenticare, alcuni perchè vorrei poter annientare il ricordo di quel ragazzo, altri perchè del tutto insignificanti, altri perchè "oddio... ma che stai combinando lì dentro???".





E così è arrivato il primo bacio di questo ragazzo bellissimo, ma impacciato al punto di chiedere: "beh... io azzarderei un bacio." Come se ad un ragazzo del genere glielo si potesse negare, il bacio.
Uno dei più teneri, timidi ed impacciati, ma... ecco la rivelazione: non c'era quel che.
Un bacio al sapor di niente.


Invece un fortissimo "certo non so che" l'ho provato con Glauco, un bacio che mi è stato letteralmente implorato per una notte intera. Non vi nascondo che i mesi in cui ci siamo frequentati prima che accadesse, la tensione fra noi è sempre stata tanta, c'era dell'elettricità nell'aria. Proprio che solo nei film e invece....
Con lui i baci più belli, non c'è mai stata volta in cui non fossero dannatamente perfetti e voluti e piaciuti.


Dopo Glauco è stata la volta di Milo. Anche lì c'è stato un crescendo continuo di tensione, fino a quando, inscenando la farsa di un massaggio alle spalle si voltò baciandomi all'improvviso.
I baci con lui sono sempre stati strani, a volte erano perfetti, altre volte erano orribili, mai una via di mezzo.
Memorabile un bacio tecnica "picchio". Poi quella che baciava male ero io.

Ah, lui risiede fra quelli che vorrei cancellare.

Poi il bacio dimenticato, forse perchè Gerardo quella volta aveva portato una bottiglia di vodka, fatto sta che non lo ricordo, la situazione sì, ma il bacio no,

come non ricordo nemmeno il bacio con Fermo.
Baci e persone non importanti mi sa. Anzi di sicuro.




Poi il bacio con quello che forse gli piacevo pure parecchio ed il contorno è stato anche molto romantico. Ma il contorno emotivo mio non era sulla stessa linea d'onda, così come il contorno alla sua situazione. Fatto sta che il bacio con Lino è stato noioso e imbarazzante.



Dopo Lino è stata la volta di Vinicio. Anche lui bellissimo, forse addirittura più del primo.
Un bacio dato ad uno sconosciuto, un bacio "why not?", un bacio per passare il tempo, che tanto di meglio non c'è da fare e lui sì, è decisamente tanta roba, che il treno è meglio prenderlo, perchè passa una volta sola. Divertente. Un'adolescenza tardiva, forse per sentirsi forevvah young.



[Ammetto che questo post l'ho scritto solo per il piacere di pubblicare il bacio della manifestazione di Vancouver e per scrivere nomi divertenti]


giovedì 17 ottobre 2013

A volte basta poco

Ebbene anch'io ci sono dentro. Dentro a quel meccanismo da finto intellettuale dove il fatto di ascoltare musica che diverge un attimo da quella che passa alla radio ti fa credere di ascoltare musica meglio, perchè appunto tu quella musica lì che piace a tutti la snobbi.
Snobbi in genere tutto quello che piace ai più, i più che definisci massa. E tu con la massa mica ti ci vuoi mischiare e allora cerchi di creare una tua formula che permetta di essere diverso e tirartene fuori, dalla massa. Allora ascolti la musica Indie, il new wave, i grandi che hanno fatto la storia della musica come i Beatles e i Pink Floyd, mica quella merda lì di Rhianna. 



E tu, solo e soltanto tu sai distinguere cos'è buono da ciò che fa schifo e se qualcuno viene a dirti che a lui piace Lady Gaga lo guardi con quel sorriso di sufficienza e pure un poco lo compatisci. Lo giustifichi solo nel caso in cui sia gay. Perchè se uno è gay e ascolta Lady Gaga allora va bene, perchè la Germanotta è la nuova Madonna e Madonna è IN. David Bowie è IN, i The Cure e i Talking Heads anche. I Queen, indubbiamenete bravi, ma già troppo popolari, quindi non li si prende in considerazione.

E questa cosa scritta qui sopra ovviamente vale anche per i libri. Ti raccontano che stanno leggendo il nuovo libro di Fabio Volo, o quello di Faletti o (se vi va proprio male) Kinsella o (sì, al peggio non c'è mai limite) 50 sfumature di qualcosa (n.b. Harry Potter IN). Loro parlano e tu intanto cerchi di sforzarti a non dare voce a quello che la tua testa sta pensando, ovvero: "Ah, perchè quelle sarebbero letture?". Perchè anche qui, ovviamente ci sono gli scrittori CULT: Palaniuk, Welsh, Pasolini, Calvino e (squillino le trombe) Bukowski. 


E anche qui sorridi malignamente al pensiero di tutte quelle persone che leggono I love shopping, poi entrando in Wikiquote e pubblicano su facebook stralci di sue frasi che nulla hanno a che vedere con ciò che loro sono e la loro vita è.
E sì, la domandina me la faccio anch'io e cioè: "Perchè, io, FORSE, ho PIU' DIRITTO ad essere autorizzata a leggere sti libri e magari citarne anche qualche passaggio?"
La risposta è chiaramente NO.

E pensando a quanto sono snob (quando non avrei il minimo diritto ad esserlo) la vignetta di Zerocalcare "mi ritorni in menteeee... bella come sei" (Lucio Battisti... IN), qui il link, consigliatissima la lettura.

Così a volte capita che basta davvero poco per nutrire un profondo sentimento di stima nei confronti di qualcuno che conosce Gondry. Che ha letto Anna Kerenina. Che ascolta i Radiohead.
Cose che in realtà sono le basi su cui gettare le fondamenta dell'essere "alternativo" (si prenda con le pinze sta parola), perchè appunto (quasi) tutti gli alternativi conoscono le suddette cose e le apprezzano, quindi... si torna punto a capo. Si torna a far parte della massa. 

Così capita che quando conosco un ragazzo che legge qualcosa di diverso dalla Gazzetta dello sport io me ne "innamori". Capita che ci si scambino sorrisi d'intesa con l'insegnante giovane (dal look pseudo punk) d'inglese che conosce Jake Gyllenhaal e che con perfetto accento british ti chiede "Did you like Donnie Darko?" "Strange movie, but i like it" "Yes, me too!". Perchè il fatto che ti sia piaciuto Donnie Darko fa figo, anche se non ci hai capito na mazza. 


E lo stesso vale anche quando nomini Sofia Coppola.
Che poi chi, ripeto CHI, non conosce Sofia Coppola?
Sì, anche il lettore dei libri della Parodi (e forse della D'Urso -MAI avrei immaginato di scrivere quel nome in un mio post) conosce la Coppola.

Ma parlare di ste cose ti fa sentire un poco speciale, che c'è qualcuno che ti capisce ed è speciale proprio come te. Anche se, in realtà, mica c'hai la testa di Augias.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...