lunedì 6 luglio 2015

Masochismo

Cose che adoro fare:
farmi del male. Penso di essere una masochista nata.


Dunque avete presente quando c'è qualcosa che non va? Quella sensazione di irritazione, fastidio, nervoso? Che ti pare di avere come degli spilli conficcati sulla pelle delle braccia e delle gambe?

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Ecco, quella sensazione forse non mi è sufficiente e allora cerco di fare qualcosa che sicuramente me ne farà provare ancora di più. Come se fare qualcosa di un po' peggio, mi riesca a distogliere la mente da quell'altro pensiero, da quell'altra cosa che non andava.

Insomma per me vige la legge che se qualcosa mi fa male, devo trovare qualcosa che mi faccia ancora più male, con la speranza di annientare il primo dolore provato. 

mercoledì 1 luglio 2015

La bellezza di Padova #2

Lo scorso post era solo una preview di quello in cui si può incappare nella città del Santo.

Qui comincerò con ciò che di più bello siano riusciti a "creare" un'Associazione fra le più valide in città, la Mela di Newton, che quest'anno, per il terzo anno successivo ci propone tutte le domeniche una rassegna di concertini Indie/Folk nel posto più bello in assoluto: la cornice è quella dei Colli Euganei, dove la scenografia del palco è una vista mozzafiato sulla città.
Questo è
-l'En Plain Air fine Maggio - inizio Settembre,
Il posto, assolutamente da vedere, senza se e senza ma, è l'Anfiteatro del Venda (vi assicuro che le foto non gli rendono giustizia) a Galzignano.






Infatti, questo sabato (4/07) sono combattuta se andare a vedere i Timber Timbre e Micah P Hinson qui, per un festival di 3 giorni (ci si può persino accampare con la tenda e dormire sotto le stelle) o se andare al concerto di Carmen Consoli in un'altra istituzione padovana, lo Sherwood.

E dalla natura dell'En Plain Air, passiamo all'asfalto del parcheggio nord dello Stadio Euganeo.
La cornice non sarà la stessa, ma lo Sherwood rimane lo Sherwood, perfetto nella sua organizzazione: grande, vario, programma fitto di concerti, dj set, workshop, dibattiti e cineforum. Tanti punti ristoro con svariati tipi di cucina. da quella etnica a quella tipica veneta, alla pizzeria. Vige l'entrata con slogan "un euro può bastare", a meno che non ci sia una serata dal "concerto importante". Le birre te le puoi persino portare da casa.

- Sherwood Festival, 10/06 - 18/07
Parcheggio Nord, Stadio Euganeo.







Sempre la Mela di Newton organizzava un altro festival dall'impronta sempre Indie/folk in un altro spazio interessante della città, l'ex Macello. Quest'anno è saltato, incrocio le dita perchè l'anno prossimo riprenda.

- Macello, metà Maggio (quest'anno saltato),
via Cornaro























































Quest'anno invece, venendo a mancare il Macello, durante lo stesso periodo, maggiori energie si sono spese per organizzare il festival al Parco Fistomba, 
- l'Across the University  21/04 - 24/04,
Parco Fistomba, via Ponte Ognissanti




























Poi rimangano gli aperitivi e i dopocena all'aperto.
Molti bar del centro infatti chiudono i battenti per aprire un chiosco, chi ai Navigli, chi ai Bastioni.
I Navigli si trovano lungo la via pedonale che corre lungo la sponda del Piovego,
 
- Navigli, tutte le sere d'estate
viale Giuseppe Colombo - Portello





Stessa formula la dettano i Bastioni, ma anzichè trovarvi lungo le sponde di un fiumiciattolo, ci troviamo sopra le mura di Padova. Qui ci troviamo a pochi passi da Prato della Valle, esattamente dietro allo stadio Appiani.

- Bastioni, tutte le sere d'estate,
via Marghera 44



Poi non ci sono ancora stata, ma hanno riaperto la location dell'ex Banale estivo, ora diventato Le Staffe. Mentre un altro storico locale estivo è rappresentato dal Chiosco (anche il Fishmarket si sposta all'aperto). Queste ultime alternative (Navigli/Bastioni e Chiosco) sono però meno alternativi come posti, ma pur sempre piacevoli.  







venerdì 26 giugno 2015

La bellezza di Padova

Non sarà Milano, Londra, nè Parigi, nè tanto meno New York, ma a me Padova piace un sacco.
Mi piace perchè è bella in senso canonico, dal punto di vista architettonico, con i suoi portici e le viette medievali, i palazzi storici (che non starò qui ad elencare), le numerose piazze, gli scorci lungo il Piovego, le sue chiese...
E' bella perchè è viva, brulicante di persone di ogni età, che passeggiano per le vie del centro, studenti che sfrecciano in bicicletta, persone sedute ai tavolini dei bar per uno spritz o stesi in Prato a prendere il sole. E' bella perchè è fatta di piccoli riti: i mercoledì universitari e gli spritz lungo le vie del Ghetto, i tramezzini al Nazionale, la pizza di Orsucci, il folparo accanto al baretto dei osei, i dopocena in Piazza dei Signori.




La amo perchè ogni suo angolo è talmente suggestivo da prestarsi come "scenografia naturale" per farci qualcosa e spesso gruppi di ragazzi qualcosa decidono di farla ed ecco che quegli spazi altrimenti abbandonati vengono invece fruiti con festival, soprattutto di carattere musicale, ma non solo, c'è anche il teatro e cinema. E proprio il "festival" del cinema all'aperto mi ha spinta a scrivere questo post, non perchè le altre manifestazioni siano meno valide (anzi!), ma perchè mi ha colpita quante cose in questi giorni Padova ci offra.

Allora andando per ordine in questi giorni abbiamo:
-CinemaUno 24/06 - 3/07, 
cinema all'aperto ai giardini della Rotonda di p.zza Mazzini,


location carina e tranquilla all'interno di un piccolo "giardino pensile", situazione perfetta anche solo per un aperitivo, dal momento che all'ingresso c'è il chiosco del Buscaglione con i suoi sdrai da mare molto "Profumo di sale".
-il festival delle mura 21/06 - 28/06, 
in uno dei posti più suggestivi di Padova, all'interno del bastione Alicorno.



- Parco della Musica 17/06 - 19/10,
la cornice del recentissimo Parco Europa in via Venezia si trasforma per l'estate in Parco della Musica, fitto il calendario di concerti, eventi e dj set. Il marchio di fabbrica è quello dell'organizzazione del Mame e del Radar, ambienti dell'underground patavino fra i più conosciuti ed apprezzati in città (e non solo).
 



-Student Summer Festival (purtroppo già passato, è a fine Maggio),
ancora una volta le mura sono protagoniste e fanno da cornice ad un posto meraviglioso, la Golena San Massimo. Tanta musica, ma non solo: rassegne cinematografiche e percorsi in battello alla scoperta della città. 



 To be continued...
(ho ancora tante, tante cose da mostrare. E tutte favolose!)

mercoledì 1 aprile 2015

Di quando la soggezione (nel lavoro)

Lo scorso sabato sono entrati una coppia di clienti dall'aria molto distinta: lui, uomo di poche parole, che in quel poco pronunciarsi aveva però un'ottima consapevolezza di ciò che diceva e voleva. Aveva quel tipo di sicurezza e calma che mi ha messa non poco in soggezione. Sembrava il classico professore di lettere del liceo, quello dalla dizione perfetta che non ama dilungarsi in cose inutili.





E quando trovo gente del genere irrimediabilmente provo una sorta di inferiorità (che non è proprio il termine corretto, ha una valenza talmente negativa e in realtà non è ciò che vorrei esprimere) e piccolo disagio che mi fa temere di non coniugare correttamente congiuntivi e mille altre paranoie sull'essere inadeguata, dire banalità, dimenticare termini... sentendomi costantemente come sotto esame.
Fortunatamente sono poche le persone che mi suscitano una soggezione simile o non riuscirei più a vendere uno spillo qui dentro.

Ecco, immaginatevi la scena di me che avrei dovuto progettare in pochi minuti una cabina armadio maneggiando un listino mai preso in mano prima. Mi porgono la pianta ed era fuori scala. Il pressapochismo e la poco professionalità che devo aver trasmesso.
Ho fatto qualche scarabocchio chiedendo a loro (quando invece dovrei essere io a proporre, vista la maggiore esperienza) come volessero attrezzarla, dove mettere ripiani e cassettiere e appenderie.




Quando sono usciti ho tirato un sospiro di sollievo, finalmente lo supplizio di ridicolizzarmi era finito e dicendo fra me "sti qua non li rivedo più. altrochè misure via mail, preventivi &co. ZAONE. Ben mi sta, sono proprio una scema incompetente"

Invece oggi mi arriva la loro mail con il disegno della stanza per la cabina armadio con le misure corrette. O l'ho fatta più tragica e l'impressione di fare la figura della scema l'ho avuta solo io...
O no, quasi sicuramente hanno provato tanta pena per quell'adorabile rincoglionita che dovrebbe pure essere architetto, ma che un disegno di un armadio a muro non lo sa proprio fare.



martedì 10 marzo 2015

(I miei) MOMENTI DI TRASCURABILE FELICITA'

Ormai CHIUNQUE mi conosca,
sa che uno dei libri che più amo in assoluto è Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo.
Libro che se dovessi definire utilizzando una sola parola sarebbe l'aggettivo delizioso.

Dopo averlo letto mi è istintivo riconoscere quei piccoli momenti di felicità che troviamo, spesso inconsapevolmente, nelle piccole cose. Anche quando magari quelle importanti sembrano andare tutte storte e di fondo ci si sente giù.
Con le giornate che si allungano (MDTF#1 arrivare a sera e vedere che l'imbrunire arriva ogni giorno un po' più tardi) questi momenti sembrano moltiplicarsi. 







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ecco che prima (
MDTF#2), dopo pranzo, mettermi a pelare l'asparago, con la luce che entrava dalla finestra della cucina, mi ha subito portata alla condizione che "wow! sta arrivando la primavera" ed eccolo lì, il mio piccolo piacere trascurabile. Ma pur sempre di piacere si è trattato.




















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Sarò banale e monotona, ma la stessa cosa l'ho avvertita qualche sera fa, quando sentendo le macchine scivolare sull'asfalto, quel rumore l'ho subito associato alle finestre aperte nelle sere d'estate ed è stato un momento un sacco godibile (MDTF#3).











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Post breve, che svilupperò poco alla volta, man mano che questi momenti mi si presenteranno (spero di ricordarli lucidamente. Non è poi così facile riconoscerli e appuntarli nella memoria).


giovedì 13 novembre 2014

Tenerezza

L'altro giorno mi sono ritrovata a guardare delle vecchie fotografie.Non parlo di quelle foto che trovi custodite in vecchie scatole di latta.


Certo ho molto amato anche quelle foto lì. Le amo ancora oggi. Vecchie fotografie che le nonne tenevano in ordine in scatole rigide nelle quali avevo trovato delle immagini di mio padre prima da adolescente con una chitarra in mano, poi con la tuta militare e quel basco viola che lo palesava soldato del Genio guastatore.




Adesso non ho quasi più fotografie stampate su carta e credo che le ultime siano state sviluppate per un paio di esami all'università, quello di storia della fotografia e quello di rilievo ed infatti ritratti ci sono la tomba Brion di Scarpa e una vecchia costruzione abbandonata in mattoni poco distante da casa.






Da qualche anno tutta i miei ricordi sono "salvati" nelle pagine dei social, facebook, instagram...
Non ho nemmeno più cartelle dentro al pc, perchè le foto ormai le si scatta direttamente con il cellulare e siccome c'è bisogno di "far spazio nella memoria tutta intasata" va a finire che le cancello anche da lì. Perchè tanto le ho già caricate in internet.
L'ordine me lo fa Zuckerberg, con gli album, ci scelgo Titolo, descrizione e copertina, cosa potrei desiderare di più? Certo, un Lucano.
E se Facebook per qualche errore mi crashasse il profilo? IL PANICO. Può succedere. Ad una mia amica è successo. O magari se una mattina alzandomi decidessi di chiudere i vari account. O fbook finisse nell'oblio come è successo per messanger. 

Piuttosto scema e superficiale la cosa, ma mi spiacerebbe terribilmente non trovare più quella foto di quando in vacanza a Porto Sant'Elpidio non riuscivo a ricordare il nome dei bouganville e li associavao al bungabunga e una foto di Ale mi ci ritrae sommersa.
Una marea di ricordi che non esisterebbero più (magari le mie foto da qualche parte potrei anche averle salavate, ma coi tag come la mettiamo?).
Ammetto pure che mi piace terribilmente riguardare quelle foto, ricordare posti e persone, atmosfere, odori e sapori. Il più delle volte mi ci scappa pure un sorriso.

Così, qualche giorno fa, ho riaperto uno dei primi album che avevo caricato in facebook, era un mio compleanno di ben 5 anni fa, c'erano tutti i miei amici, anche quelli che (ah, questa stronza della vita!) non vedo più e c'era Giovanni.
Ecco, riguardando io e lui assieme mi è assalita tanta, tantissima tenerezza.










martedì 24 dicembre 2013

Tutta colpa di Walt Disney

Sarà stata forse colpa delle favole che ci raccontava la mamma quando eravamo piccole.
E, anche se la mia di favole non me ne ha mai raccontate, a colmare quelle lacune ci pensavano i Vhs della Walt Disney. Ne avevo a palate di videocassette, pochissime quelle originali. Fra le mie preferite c'erano indiscutibilmente "La Sirenetta" e "La bella addormentata nel bosco". Avevo una vera e propria fissa con le sirene: le disegnavo di continuo, avevo bambole e Barbie e mi ero persino fatta l'abbonamento alla rivista de La Sirenetta. Lo confesso e non me ne vergogno, infondo... tutti abbiamo un passato (ah, mi piacevano moltissimo pure i Little Pony... che fighi!).






[Meglio che mi trattenga che ho la tentazione a infilarci dentro quarantamila immagini di Ariel&co]

Quindi la colpa è solo di Walt Disney se la nostra è una fervida IMMAGINAZIONE e siamo portate a fantasticare e a farci (questa odierna piaga sociale de)i famosi "film in testa".

La cosa divertente è quando il tuo film preferito, quello che incarna ogni più piccolo dettaglio della tua storia d'amore perfetta, una sera di Dicembre, lo incontri in un locale a Padova.
[E, per chi se lo stesse chiedendo, no, il locale a Padova non era un acquario e no, non ho conosciuto un Sirenetto. Il locale non è nemmeno il FishMarket, per quanto divertente e appropriato sarebbe stato, vista questa mia mania. Sì, a Padova esiste un locale che si chiama FishMarket ed è anche molto carino].


...IL FILM...

Crescendo, la fissa è passata dalle Sirenette ai flosofi (non chiedetemi quale sia stato il gap). 
Fin dalle medie nutrivo una profonda curiosità nei confronti della filosofia, mi piaceva come parola forse, ed ero trepidante al pensiero che il 3° anno di Liceo, avrei finalmente potuto studiarla.
Perciò nel Mulino che vorrei, non ce sta Banderas, ce sta più un Nietzsche, ovviamente più carino. Lui con sta faccia qui mi mette un pochetto in soggezione. No, anzi, mi fa vera e propria paura.




Sarà stata anche colpa di Guccini e del fascino di passare "quelle sere d' estate sapevan di vino e di scienza" e delle atmosfere alla Via Paolo Fabbri 43.

Location:
Venezia. Forse questa una reminiscenza di "In fondo al mar". Non lo so, ma io amo profondamente questa città e non importa se è banale, ma non vado a scrivere che amo Busto Arsizio solo perchè è meno Mainstream. E poi a Busto Arsizio non ci sono mai stata.
Nei miei film c'è una barca che prende il largo verso la laguna, io stesa a prendere il sole e lui a leggere ad alta voce qualche brano di Kant, di cui, naturalmente, capirei poco o niente.
Nei miei film c'è una camera al terzo/quarto piano di una vecchia palazzina gotica, c'è una finestra aperta dalla quale entra forte la luce del sole, dove un poco di vento muove le tende bianche e leggere. Dove si sentono le campane suonare in lontananza e noi lì stesi a letto. Col gatto. Anzi con la mia Giulia.



Poi scopri che lui esiste e che lui è anche molto, ma molto carino. Anzi, un figo da paura. Che lui ha studiato filosofia e che ora fa l'insegnante per bambini con problemi. Che lui è un Veneziano doc e che possiede anche la barca. Che lui è il direttore artistico di un locale underground e ha una conoscenza musicale sconfinata. Che lui indossa le Clark. Che anche lui ha una gatta. 
Che lui è troppo. Perfetto. Per me. Cazzo.










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